Il mare e la legge

Si definisce versatile, in equilibrio e sincera: è Alberta Frondoni, Avvocato Marittimista e Socia Wista Italy. Nata e cresciuta a Genova, da sempre appassionata di mare. In questa breve intervista ci racconta un pò del suo percorso. 

Ci racconta il suo percorso di studi? Come si é avvicinata al settore marittimo? Da sempre ho respirato in casa ‘aria giuridica’ (padre avvocato, dirigente del Servizio legale e legislativo dell’allora Consorzio Autonomo del Porto di Genova) e ‘di mare’, vivendo affacciata sul borgo di Boccadasse, piccolo gioiello nel centro città: è stato, quindi,  ‘giocoforza’ seguire gli studi giurisprudenziali, con una laurea in diritto marittimo, seguita da un periodo di pratica legale a Genova e a Londra (sempre presso studi specializzati nello shipping) e radicare la mia professionalità nel settore marittimo e dei trasporti in generale.  

Come ha vissuto la pandemia? E’ stato un periodo che ha indubbiamente stravolto la visione del quotidiano: ma è stato anche terreno fertile, per fortuna, per scoprire il piacere di lavorare (anche) da casa e avere maggior tempo (senza riunioni, udienze, fattori esterni in generale) per lo studio, l’approfondimento e  la ricerca / creazione di nuovi networking / contatti / spunti / idee da concretizzare appena possibile.

Quale scenario prevede per il futuro dello shipping dopo la pandemia? Mi tengo aggiornata (anche) sui social e percepisco un’enorme preoccupazione generale, da questo però nascere un grande fermento, come succede sempre dopo un periodo ‘funesto’: ci si rimbocca le maniche, si  propone, si combatte, si chiede ascolto alle Istituzioni… lo shipping è un settore in cui non ci si può  arrendere, il nostro territorio è circondato dal mare, io stessa sono sbigottita come in sede governativa, da decenni,  non venga mai condivisa  una visione lungimirante, un progetto su più fronti che valorizzi questa straordinaria  posizione geografica e l’enorme ‘know how’  della molteplicità di professionalità dislocate sul territorio, che rappresentano un patrimonio pazzesco per l’intero Paese.

Che progetti ha per il futuro? Espansione, espansione ed ancora espansione, dato che  questo periodo di clausura ha persino rinvigorito la mia voglia di condividere e creare sinergie: in assenza forzata del ‘vis à vis’  e sfruttando al massimo social e telefono, si è aperto una specie di Vaso di Pandora, con interessanti spunti, scambi di opinioni e progetti nati nel corso delle conversazioni e, soprattutto, voglia di concretizzare il tutto; inoltre, avendo acquisito una notevole esperienza nel settore della formazione, vorrei proseguire nell’ideare e proporre  seminari on line nel settore assicurativo e della logistica, dato che questo strumento ha rivelato davvero le sue potenzialità e può benissimo convivere con la ripresa della usuale convegnistica, appena sarà possibile.

Il suo luogo del cuore. La Sicilia, dove ho trascorso fin da ragazzina estati stupende familiarizzando con colori, profumi, suoni, sapori incredibili che ancora oggi sono per me quasi una medicina nel momento in cui riesco a ritagliarmi una ‘fuga’ al Sud.

Il suo motto. Assolutamente variabile, a seconda di umori o progetti  in mente cambio la mia parola d’ordine: sempre comunque  dinamica, pervasa da  positività e buoni propositi e stimolo per raggiungere il traguardo del momento.

Una donna alla quale si ispira e perché. Mi hanno sempre affascinato figure di Donne del passato, quelle che si ricordano ancora oggi,  senza essere state  per forza  eroine o martiri: le impavide piratesse del ‘700, le regine anticonformiste, le studiose che hanno dato una svolta in campo medico… tra le figure più recenti includo la principessa Zahra Aga Khan con Ocean One e  la sua battaglia per la salvaguardia degli ecosistemi oceanici, Giusy Versace e la sua voglia di riscatto dopo l’incidente… insomma, Donne tutte – ce ne sono una infinità – che  hanno un credo e  mettono in luce talenti unici … ne percepisco quella grinta, passione e determinazione che metto anche io in quello che faccio. 

Cosa significa l’Associazione Wista per lei? Da quanti anni ne fa parte e cosa l’ha spinta ad entrare. In WISTA sono entrata nel 1993  su invito di una delle fondatrici, Marisa Marciani Vignolo (un mito!), nei primi anni in cui ‘annusavo’ l’ambiente dello shipping. Ho fatto parte del Direttivo per sette mandati (14 anni in tutto: l’ultimo per il biennio 2017/ 2019) e continuo ad esserne socia con grandissimo amore, dal momento che in tutti questi anni ho costruito sia rapporti di amicizia fantastici, sia contatti preziosi nel mondo lavorativo, partecipando fattivamente a convegni, seminari e comunque ad eventi Wista e/o in cui Wista è stata invitata a partecipare: momenti  tutti di networking incredibile, considerando, inoltre,  che Wista  è presente in circa 40 Paesi nel mondo

Un suo ricordo legato al mare La prima vacanza in barca, poche persone, vita spartana: il silenzio, il primo bagno all’alba, l’essenzialità … ricordo che avevo iniziato a scrivere un diario, tutto invitava alla meditazione, al racconto di sè, all’ascolto del  mare e dei suoi segreti…. meraviglioso.  

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