La traversata infinita

C’è un’Italia che non si é mai fermata. Un’Italia che ha continuato a produrre e trasportare beni di prima necessità. Un’Italia che ha continuato ad aiutare chi ne ha più bisogno, e a curare ininterrottamente tutti i suoi malati. É un’Italia coraggiosa, la nostra. Un’Italia che non ha mai abbassato la testa e che continua, ogni giorno a renderci fieri anche del lavoro svolto dai nostri connazionali all’estero.

Una di queste é Susanna De Martini, neurologa, ex parlamentare Europea, Socia Wista Italy, e unica donna Chief Doctor a bordo della Viking Sun. La nave della compagnia Viking impegnata nel giro del mondo con 750 membri di equipaggio e 930 passeggeri.

Sono imbarcata in Australia, a Cairns, su Viking Sun, e fin dal primo giorno mi sono resa conto che il mio incarico professionale sarebbe stato ben diverso dai precedenti imbarchi. L’epidemia di Covid19 sembrava, per il momento, confinata alla Cina ed ai Paesi limitrofi ma il caso della Diamond Princess – in quarantena dal 3 febbraio nel Porto di Yokohama – era già esploso.
Il Governo Australiano – come sarebbe avvenuto con tutti gli altri Paesi da noi visitati in seguito – aveva già messo in opera controlli stringenti allo scopo di prevenire l’ingresso del Virus Covid19 nel territorio.
Gli Ufficiali Sanitari Marittimi Australiani, chiamati anche “Ufficiali della Quarantena” hanno preteso che in ogni Porto da noi toccato fosse alzata la Bandiera Gialla, indice di contagi a Bordo, fino a che loro non avessero eseguito tutti i controlli e dato il via libera allo sbarco.


Come è cambiata la sua quotidianità professionale con l’inizio della pandemia?Come unico Ufficiale Medico a bordo sono responsabile della salute dei passeggeri, dei membri dell’equipaggio e dei rapporti con le Autorità Sanitarie locali. Firmo tutte le dichiarazioni richieste e decido se mettere in isolamento casi che considero a rischio. Viking Sun è una nave con meno di 1000 passeggeri e 460 persone di Crew ed è previsto un unico Medico, coadiuvato da due infermiere che si alternano. Essere di Guardia 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno è una responsabilità grande ma che è divenuta davvero enorme in occasione di questa Pandemia. Inoltre, i passeggeri che decidono di effettuare una traversata di 8 mesi, sono prevalentemente tutti anziani e con importanti patologie pregresse.

Ci racconta una sua giornata tipo? 
La mia giornata a Bordo inizia con l’Ambulatorio, che ha orari diversi per la Crew ed i passeggeri. É un ambiente sempre molto affollato per i controlli di routine o le nuove visite. Per le urgenze vi è un numero dedicato e la disponibilità è immediata a qualsiasi ora. Terminati gli obblighi strettamente medici iniziano quelli generali che appartengono all’equipaggio, quali esercitazioni di salvataggio e abbandono Nave, o i training, sempre richiesti quali aggiornamenti specifici. Inoltre, il Medico è responsabile delle analisi dell’acqua a bordo e dell’igiene delle cucine e del personale tutto. La casa madre può prevedere controlli a campione sui membri dell’equipaggio per verificare la presenza di tassi alcolici elevati o utilizzo di sostante stupefacenti. 

Quando é previsto il suo rientro in Italia? E soprattutto, quali saranno i suoi progetti futuri
Credo che amare il proprio lavoro e perseguirlo sempre con coraggio e onestà siano doti particolarmente apprezzate quando si è distanti da tutti e tutto, come in mezzo ad un Oceano. Sicuramente essere donna in un ambiente maschile  come quello Marittimo è una sfida stimolante: ricordo che solo il 2% degli Ufficiali a Bordo è di sesso femminile. Il mio rientro in Italia è previsto intorno ai primi di maggio, restrizioni Covid permettendo. Poi mi attende un periodo di quarantena, come per tutti i Marittimi. Passerò quei giorni finendo di scrivere il mio primo libro. Poi continuerò a lavorare, con le Amiche di #WistaItaly per un futuro sempre più luminoso per tutte le incredibili Donne che lavorano in Mare e per il Mare. 

Ci racconta un episodio significativo che ha vissuto durante la sua permanenza a bordo? 
Di questo imbarco non dimenticherò mai la discussione, vinta, con i Colleghi della Quarantena di Bali che non volevano inviare un’ambulanza, per paura del Covid-19. In effetti, si rifiutavano di ricoverare nell’Ospedale locale una paziente con un ictus, che aveva urgenza di effettuare una TAC cerebrale per effettuare diagnosi e terapie mirate. Mi sono appellata persino alla Convenzione di Ginevra sui Diritti Umani, e sono riuscita nello mio scopo.

Cosa le ha lasciato questa esperienza?Mi ha confermato che non si finisce mai di imparare. 

Tornando a Wista invece, cosa rappresenta per lei l’associazione? 
WISTA rappresenta la possibilità, per tutte noi, di migliorare più in fretta, condividendo passione ed esperienze reciproche. Il mio motto è sempre stato quello di un Medico rivoluzionario, famoso più per questo aspetto che per la sua professione iniziale: “L’unica battaglia che ho perso, è stata quella che ho avuto paura di combattere“ – Ernesto Che Guevara 

Cosa sogna? Un mondo migliore per i nostri figli e nipoti.

Se dovesse descrivere la sua esperienza in 3 aggettivi, quali sarebbero? 
Enorme responsabilità, straordinaria esperienza, e necessità di una buona dose di umiltà da parte di tutti. 

Una donna alla quale si ispira? In realtà ne ho due: Marie Curie e Margaret Thatcher 

É uno Chief Doctor Donna, é stato un valore aggiunto per lei? 
Credo che il fatto di essere un’Ufficiale donna sia un valore aggiunto per la nostra capacità innata di essere anche Madri accoglienti. Me ne accorgo dallo sguardo riconoscente di tutti i giovani imbarcati, distanti per mesi e mesi dalle loro famiglie. Quel loro sorriso mi ripaga di tutte le fatiche.

Il suo luogo del cuore? Celle Ligure, dove si conobbero i miei genitori. Lei inglese, lui invece genovese. Lì ho passato gli anni più belli della mia infanzia. A seguire Genova e New York.

Una sua citazione sul mare o sulle donne. 
“In alto Mare le ferite guariscono più in fretta, ed il silenzio che ci circonda sa dare risposte anche a quelle alle domande che a terra non ne hanno una” – Arturo Perez-Reverte.

Le sue passioni? La medicina e la vela. 

A suo avviso, cosa non deve mai dimenticarsi una donna? La fiducia in se stessa, perché é più brava

2 Comments

  1. Gabriele

    una grande donna x me un faro sempre acceso nella mia vita!!!devo solo dire grazie a dio di avere conosciuto una persona così anche solo attraverso i social!!! grazie… xquello che fa’ e che dà a achi ha la fortuna di vivere vicino a Lei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *